Client: EMT Madrid
Location: Madrid, Spain
Date: 2025
Type: Culture
Area: 10565m2
Budget: €28,322 million
AZPA
Alejandro Zaera-Polo, Ivaylo Nachev
Exhibition Design – OnionLab
Aleix Fernandez, Alejandra Laos, Juan Pablo, Juan Rocha
Engineering & Sustainability – Socotec
Xavier Aguilo
Cost estimation:
Alberto Lopez Diez
Vortex Warehouse
Our project for the EMT Museum aims to meet the requested brief by constructing a physical structure capable of producing optimal conditions for the storage and display of buses, with their very specific qualities of scale and movement. To this end, and given the need to combine the movement of buses and people within the exhibition, storage, and maintenance spaces, we designed the building as a large container with three floors plus a basement, connected by a central ramp around an atrium. The central ramp/atrium creates a physical and visual connection between the warehouse floors, which requires large dimensions to house this unique collection. The atrium/vortex creates programmatic density, creating a space from which the different contents are simultaneously perceived from a human perspective.
Il calcio è lo sport più seguito al mondo, con oltre 3,5 miliardi di appassionati distribuiti in ogni continente. Questa popolarità straordinaria non ha trasformato soltanto il modo in cui le persone vivono lo sport, ma ha ridefinito in profondità l’intero ecosistema delle scommesse sportive. Dalla nascita delle prime agenzie fisiche nel dopoguerra europeo fino all’esplosione delle piattaforme digitali degli anni Duemila, il calcio ha rappresentato il motore principale dell’industria del betting, dettando tendenze, formati e innovazioni tecnologiche che oggi caratterizzano il settore a livello globale.
Il legame tra il calcio e le scommesse sportive affonda le radici nella Gran Bretagna vittoriana, dove i primi bookmaker iniziarono a raccogliere puntate sulle partite di football già nella seconda metà dell’Ottocento. Con la fondazione della Football League nel 1888, il calcio inglese acquisì una struttura competitiva regolare che rendeva le scommesse non soltanto possibili, ma prevedibili in termini di calendario e risultati. Questo ordine strutturale fu fondamentale: senza una competizione organizzata, nessun mercato delle scommesse avrebbe potuto svilupparsi con continuità.
In Italia, il punto di svolta arrivò nel 1946 con l’introduzione del Totocalcio, un concorso pronostici gestito dal CONI che permetteva agli italiani di scommettere sull’esito delle partite di Serie A. Per decenni, il Totocalcio fu l’unica forma legale di scommessa calcistica nel paese, raccogliendo miliardi di lire ogni settimana e finanziando in parte lo sport nazionale. Il modello si diffuse in tutta Europa: il Totogol spagnolo, il Toto tedesco, il Pools britannico erano tutti sistemi ispirati alla stessa logica, quella di monetizzare la passione calcistica attraverso pronostici collettivi.
La svolta vera e propria arrivò con la liberalizzazione dei mercati delle scommesse negli anni Novanta. Nel 1994, il Sudafrica ospitò il primo Mondiale trasmesso globalmente via satellite, portando il calcio nelle case di miliardi di spettatori. Parallelamente, la direttiva europea sulla libera circolazione dei servizi iniziò a indebolire i monopoli statali sulle scommesse, aprendo la strada a operatori privati. In Italia, la legge 388 del 2000 e le successive concessioni AAMS segnarono l’inizio di una nuova era per il betting calcistico legale.
Con l’avvento di Internet, il calcio non si limitò a seguire la trasformazione digitale: la guidò. I primi siti di scommesse online, apparsi tra il 1996 e il 1998, scoprirono rapidamente che le partite di calcio generavano volumi di traffico incomparabili rispetto a qualsiasi altro sport. Bet365, fondata nel 2000 da Denise Coates in Inghilterra, costruì la propria crescita esponenziale proprio sull’offerta calcistica, diventando in pochi anni uno degli operatori più grandi al mondo con ricavi annui superiori ai 3 miliardi di sterline.
La vera rivoluzione tecnologica fu però l’introduzione del live betting, ovvero la possibilità di scommettere durante lo svolgimento della partita. Questa innovazione, resa possibile dalla trasmissione in tempo reale dei dati statistici e dalla banda larga, trasformò radicalmente il comportamento degli scommettitori. Non si trattava più soltanto di pronosticare il risultato finale prima del fischio d’inizio, ma di reagire in tempo reale agli eventi del campo: un gol subito nei primi minuti, un’espulsione, un calcio di rigore. Secondo alcune stime del settore, il live betting rappresenta oggi oltre il 70% del fatturato totale delle scommesse calcistiche nelle principali piattaforme europee.
Chi si occupa di analisi del mercato italiano, come chi lavora per visitare Scommezoid, osserva che questa evoluzione ha cambiato anche il profilo medio dello scommettitore: da un appassionato occasionale che compilava la schedina del Totocalcio il sabato mattina a un utente abituale che interagisce con la piattaforma più volte nel corso di una singola partita, seguendo statistiche di possesso palla, tiri in porta e xG in tempo reale.
Il mobile betting ha ulteriormente accelerato questa tendenza. Con la diffusione degli smartphone, a partire dal 2010 circa, le scommesse calcistiche sono diventate accessibili ovunque e in qualsiasi momento. I dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) mostrano che in Italia, nel 2022, oltre il 78% delle scommesse sportive è stato piazzato da dispositivi mobili, un dato che era inferiore al 10% soltanto dieci anni prima. Il calcio, con le sue partite serali e i suoi campionati distribuiti su ogni giorno della settimana, si adatta perfettamente a questo modello di consumo frammentato.
Il mercato italiano delle scommesse sportive è oggi uno dei più grandi d’Europa. Secondo i dati dell’ADM, nel 2022 la raccolta totale delle scommesse sportive in Italia ha superato i 14 miliardi di euro, con il calcio che rappresenta stabilmente oltre il 60% di questa cifra. Serie A, Champions League, Premier League e Liga spagnola sono le competizioni che generano i volumi più elevati, ma anche le leghe minori — dalla Serie C ai campionati sudamericani — trovano spazio nelle offerte degli operatori, grazie alla domanda di un pubblico sempre più specializzato.
Sul piano regolatorio, l’Italia ha attraversato una fase di profonda riorganizzazione. Il decreto Balduzzi del 2012 impose restrizioni alla pubblicità delle scommesse, mentre il decreto Dignità del 2018 vietò completamente ogni forma di pubblicità di gioco d’azzardo, incluse le scommesse sportive, su qualsiasi canale mediatico. Questa misura, unica in Europa per la sua radicalità, ha avuto effetti contraddittori: da un lato ha ridotto la visibilità degli operatori legali, dall’altro ha favorito la crescita di siti stranieri non autorizzati che operano senza le tutele previste dalla normativa italiana.
Il tema della dipendenza dal gioco ha acquisito centralità nel dibattito pubblico proprio grazie alla visibilità che il calcio ha dato alle scommesse. Le sponsorizzazioni delle squadre di Serie A da parte di operatori come Snai, Sisal o Betsson — prima del divieto — avevano normalizzato il betting agli occhi di milioni di tifosi, inclusi i minori. Studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità tra il 2015 e il 2019 hanno documentato un incremento del gioco problematico tra i giovani italiani, con una correlazione significativa con l’esposizione alla pubblicità calcistica del settore.
L’industria delle scommesse calcistiche è oggi guidata da una quantità di dati senza precedenti. Le principali società di data analytics sportive, come Opta (parte di Stats Perform) e StatsBomb, raccolgono migliaia di eventi per ogni partita — posizioni dei giocatori, velocità di corsa, angoli di tiro, pressione difensiva — e vendono questi dati agli operatori di scommesse per la costruzione di quote più accurate e mercati più sofisticati. Il mercato delle quote sugli expected goals (xG) o sul numero di passaggi completati in una determinata fascia di campo sarebbe stato impensabile senza questa infrastruttura tecnologica.
L’intelligenza artificiale ha introdotto un ulteriore livello di complessità. Gli algoritmi di machine learning analizzano i dati storici per identificare pattern che sfuggono all’analisi umana, aggiornando le quote in tempo reale durante le partite con una velocità che nessun trader umano potrebbe eguagliare. Questo ha reso il mercato più efficiente in senso tecnico, ma ha anche ridotto i margini di profitto per gli scommettitori più esperti, che in passato potevano sfruttare ritardi o errori nella costruzione delle quote.
Sul fronte geografico, i mercati emergenti rappresentano la prossima grande frontiera. Africa subsahariana, Asia meridionale e America Latina stanno registrando tassi di crescita delle scommesse calcistiche a doppia cifra, trainati dalla penetrazione degli smartphone e dalla passione locale per il calcio internazionale. In Nigeria, per esempio, il mercato del betting è cresciuto del 30% annuo tra il 2017 e il 2022, con il calcio europeo — in particolare la Premier League — come principale driver. Operatori come Bet9ja o SportyBet hanno costruito modelli di business adattati alle specificità locali, inclusi pagamenti tramite mobile money e quote espresse in valute locali.
Il calcio ha dunque operato come un catalizzatore straordinario per l’evoluzione del betting sportivo, non semplicemente come uno dei tanti sport su cui scommettere. Ha fornito il volume, la frequenza, la passione emotiva e la copertura mediatica necessari affinché un’industria marginale si trasformasse in uno dei settori più dinamici dell’economia dell’intrattenimento globale. Comprendere questa trasformazione significa comprendere non soltanto come funziona il mercato delle scommesse oggi, ma anche in quale direzione si muoverà nei prossimi anni, tra nuove tecnologie, pressioni regolatorie e mercati in rapida espansione.
The atrium allows for the intensification of the experience within a space sized to contain objects of a very large scale, difficult for the human body to grasp. Maximum spatial flexibility is the other objective of the project, allowing almost all the building’s spaces to be used interchangeably for storage, exhibitions, or bus traffic, anywhere in the building. The building has been designed as a compact volume to simultaneously achieve maximum adjacency between the various elements and optimal environmental performance.
Activation of the Front at Ground Level
Given the characteristics of the collection and the building’s location within an urban park, an important objective was to locate all of the museum’s complementary activities at ground level, so that the building always has active fronts in relation to the surrounding public spaces. Thus, the cafeteria, the shop, the multifunctional auditorium, the temporary exhibition hall, the library, the classrooms, and the children’s area have been located at ground level, so that they can be accessed directly and independently from the public space at multiple points.
Program Layout
To minimize interior circulation and accessibility, we compacted the building to the maximum extent possible, occupying all available space on the site. It has four floors with a clear height of 5 m, one of which is below ground level, and a buildable area of approximately 10,600 m2.
To optimize pedestrian accessibility to the different floors and efficient bus access, the building has been compacted to only three levels above ground level plus a basement. All floors are double-height with a clear space of 5 m, allowing buses to be positioned anywhere in the building, similar to an industrial warehouse. The building is organized around a central atrium that serves as the main distribution and hub of the museum. Around it is a 7.5 m-wide ramp accessible to both buses and visitors, with a minimum slope of 7% on the external radius of the ramp. The atrium measures 15.6 m in diameter and is 24 m high from the basement floor to the roof, making it capable of hosting large events and installations. The atrium also houses the vertical communication core, consisting of an open staircase and a large platform lift.
The museum’s main gallery, located on the second level, receives diffused zenithal light from a jagged roof that simultaneously functions as a solar plant.
The accessible storage area is located between the basement and first floors, both connected to ground level by a spiral ramp. All the complementary spaces are located at ground level: the Children’s Area, the Multipurpose Room/Auditorium, the Temporary Exhibition Hall, the Audiovisual Room, the Information Resource Center/Library, the Meeting and Seminar Rooms, the Restaurant/Cafeteria and the Shop will be located on the ground floor and will open, visually and physically, to the surrounding urban space, being directly accessible from the central atrium/ramp.
Building Character and Envelope
The building is conceived as a large container that seeks to resonate with the type of objects it collects: metal casings with blunt edges and folded surfaces. The volume is configured as a tubular structure closed in the main direction and open at both ends.
The main exhibition floor is located on the second level, lit from above by a sawtooth roof that repeats where it meets the ground, producing the building’s characteristic silhouette as seen from Manzanares Park and the Paseo de los Melancólicos. The northwest and southeast sides are closed with a highly transparent membrane to provide views of the stored buses. The end walls feature a filleted geometry, reminiscent of the carcasses of the vehicles that make up the collection.
The building’s envelope is designed as a lightweight, continuous surface between the vertical walls and the roof. The metal-finished surface is mounted on spacers that leave an air chamber with the interior insulation layer. Inside, the envelope is clad with a surface of white lacquered aluminum sheets, clipped to the inner face of the envelope, which forms the interior finish of the exhibition and storage rooms.
Environmental Conditioning and Energy
The building is designed to optimize environmental performance through a series of active and passive systems:
Passive Systems
1. Compactness to reduce heat gains and losses.
2.Optimization of the building’s orientation (sawtooth roof facing north).
3.Opaque enclosures greater than 70%, limiting heat exchange.
4.Global transmittance values Uvalue < 0.45 W/m² K (well below the CTE).
5.Abundant natural light and ventilation using the atrium to create thermal buoyancy.
6.Thermal mass construction using low-carbon reinforced concrete.
7.Rainwater harvesting.
8.Sanitary chamber in the basement to temper the outside air with the inertia of the ground, in summer and winter.
Active Systems:
Sustainability and Energy Savings
We propose using geothermal energy, powered by photovoltaics, to cover most of the heating, cooling, and DHW needs. An electric air-to-water heat pump supplies the thermal deficit, eliminating the need for a boiler. A resistor-based electrical backup system supports DHW peaks. The system optimizes space and complies with regulations, with low operating costs.
1.Use of the roof as a base for installing photovoltaic panels.
2.Thermal regulation via underfloor heating, supported by air conditioning during peak demand.
3.Heat recovery through enthalpy exchangers.
4.All artificial lighting will be specified with LED luminaires, automatically regulated by occupancy and luminance sensors, and ambient light specifications.